Al salone dello studente junior di Cremona: tre giorni in cui la scuola ha ritrovato il suo senso

Al salone dello studente junior di Cremona: tre giorni in cui la scuola ha ritrovato il suo senso

C’è un posto, a Cremona, dove per qualche giorno all’anno l’orientamento scolastico smette di essere un obbligo burocratico e diventa qualcosa di più vicino a una scoperta.

Si chiama Salone dello Studente Junior, e si tiene tra le mura del Centro culturale di Santa Maria della Pietà.

L’edizione che raccontiamo qui si è chiusa con un sabato aperto a tutti — famiglie comprese — che ha messo il punto finale a una settimana intensa, vissuta soprattutto da studenti e insegnanti delle scuole medie.

Il teatro come strumento di crescita

Tra le iniziative che hanno animato i giorni centrali dell’evento, una in particolare ha lasciato il segno: un laboratorio pomeridiano dedicato agli insegnanti sul rapporto tra teatro ed educazione alla lettura espressiva.

A condurlo è stato l’attore Luigi Ottoni, su iniziativa del Comitato di Studi Mara Soldi Maretti e del Centro Scrittura Cremonese.

La sua tesi è semplice ma potente: il palcoscenico non è un lusso per pochi, è un laboratorio di umanità. «Il teatro è gioco, meraviglia, immaginazione», ha spiegato Ottoni. E soprattutto, aggiunge, è uno strumento prezioso nelle fasi della vita in cui tutto cambia con più forza — esattamente quelle che attraversano i ragazzi delle medie.

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Cinquecento ragazzi e una domanda: perché rimando sempre?

Il venerdì mattina ha visto arrivare al Salone circa 500 studenti, distribuiti tra i vari laboratori. Quello che ha raccolto più curiosità? Un incontro sulla procrastinazione, guidato dalla psicologa dell’orientamento Federica Frosi.

Il messaggio che ha portato ai ragazzi vale la pena di essere ripetuto: rimandare non è sinonimo di pigrizia. È spesso una risposta all’ansia, un meccanismo di difesa che scatta davanti alle cose che ci spaventano — i compiti, le scelte, le responsabilità. La strada più semplice, insomma. Ma anche quella che costa di più, alla lunga.

Crescere, ha detto Frosi, significa imparare a fare i conti con il tempo senza sacrificare quello che si ama fare.

Strada, emergenze e responsabilità: quando arriva la Polizia Locale

Sempre nel corso della giornata di venerdì, Federica Ascari del nucleo di Educazione Stradale della Polizia Locale di Cremona ha portato in sala un tema concreto e spesso sottovalutato: come comportarsi in situazioni di emergenza, quali sono le regole della strada che i ragazzi già conoscono (o credono di conoscere), e cosa succede davvero quando si abusa di alcolici.

Cartelli stradali, simulazioni, filmati commentati in diretta. Una formula che ha funzionato: i ragazzi hanno fatto domande, raccontato episodi vissuti in prima persona, partecipato. Non la solita lezione calata dall’alto.

Fumetti: quando la sequenza diventa racconto

Il Centro Fumetto “Andrea Pazienza” ha portato al Salone uno dei laboratori più apprezzati, sia dagli studenti che dai docenti presenti. Partendo dalle basi del linguaggio visivo — la sequenza, il ritmo, la struttura della striscia — i ragazzi hanno avuto la possibilità di mettere mano subito al foglio, completando storie già impostate o inventando finali alternativi.

Un modo concreto per capire che raccontare non è solo una questione di parole.

Il gran finale: sabato aperto alle famiglie

La chiusura del Salone, il sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 19, ha cambiato pubblico e registro. Lo spazio di Santa Maria della Pietà si è aperto alle famiglie, con un programma pensato per chi deve affrontare insieme una scelta importante: quella del percorso scolastico superiore.

In Sala Rodi, dalle 15 alle 17, si è tenuto l’incontro “Scegliere: una questione di famiglia”, organizzato dall’Agenzia Servizi Informagiovani del Comune di Cremona con la Cooperativa Il Cerchio Cremona.

Sul palco, di nuovo Federica Frosi — questa volta rivolta ai genitori — insieme a Fulvio Ervas, docente e scrittore, che ha portato la propria doppia prospettiva: quella di chi insegna e quella di chi ha figli. Storie, analisi, spunti pratici per capire come sostenere un ragazzo in una fase in cui le scelte sembrano pesare più del necessario.

Per i più piccoli: il corpo, lo spazio e le fiabe da riscrivere

Non solo orientamento e riflessioni. Il pomeriggio del sabato ha offerto anche due laboratori pensati per bambini e ragazzi.

Il primo, “Passo, Passo Su di Me”, curato dalla Cooperativa Il Cerchio Cremona e dall’Associazione Armida Artaud Teatro, ha portato i partecipanti a esplorare il movimento del corpo e lo spazio scenico sotto la guida di Lorenzo Garozzo ed Elisa Bortolin.

Il secondo, “C’era una volta… fiabe animate”, a cura dell’Agenzia Servizi Informagiovani, ha proposto un viaggio nei classici della narrativa per l’infanzia — ma con un twist: i bambini hanno potuto inventare personaggi nuovi, stravolgere finali, riscrivere le storie a loro modo.

Tre giorni, centinaia di studenti, decine di docenti e qualche centinaio di genitori. Il Salone dello Studente Junior di Cremona non è un evento di orientamento come gli altri. È il posto dove la scelta del futuro comincia a sembrare meno spaventosa, un primo passo fondamentale per preparare i ragazzi alle sfide dell’innovazione digitale a Cremona.

Studentessa di Economia e Commercio di 25 anni, di base a Cremona, unisco una solida preparazione teorica a una forte propensione per l'analisi dei dati e l'innovazione dei processi aziendali. Il mio percorso accademico mi ha permesso di sviluppare una visione analitica e strategica, orientata alla risoluzione di problemi complessi in contesti di mercato in continua evoluzione. Sono determinata a trasformare la complessità dei numeri in opportunità di crescita concrete. Ricerco costantemente sfide che mi permettano di applicare modelli economici d'avanguardia per guidare il cambiamento e l'efficienza organizzativa.