La risposta breve è sì, vale la pena. Mentre a Milano si gratta il ghiaccio dal parabrezza e a Roma si scoprono umidità che nessuno aveva mai chiesto di conoscere, a Tenerife di gennaio si pranza in maniche corte affacciati sull’Atlantico, con la temperatura ferma intorno ai venti gradi e la luce che ha quella qualità lunga e morbida tipica delle latitudini quasi tropicali. L’isola dista quattro ore di volo dall’Italia, costa meno di una settimana sulle Dolomiti, e in inverno offre alcune cose che d’estate semplicemente non ha. Vediamo quali.
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Il clima delle Canarie da dicembre a marzo
Dei trecentosessantacinque giorni dell’anno, a Tenerife – la più grande isola delle Canarie – se ne contano in media trecentoventi di sole. L’inverno fa parte di quel conto. Le temperature medie tra dicembre e marzo oscillano tra i diciotto e i ventuno gradi nelle ore centrali, scendono intorno ai quattordici di notte, e il mare resta sui diciotto-diciannove. Non sono numeri da bagno spensierato — l’Atlantico ad agosto è già fresco, figurarsi a febbraio — ma sono numeri da escursione, da passeggiata costiera, da pranzo in terrazza. Il clima qui è semplicemente più stabile e mite di qualsiasi cosa si trovi in Europa continentale negli stessi mesi, e questa è la base di tutto il resto.
C’è poi la questione del nord e del sud. Tenerife è divisa in due da una catena montuosa che la attraversa per intero, e gli alisei che soffiano da nordest scaricano umidità sulla costa settentrionale e lasciano serena quella meridionale. In inverno questa differenza si accentua: il nord — Puerto de la Cruz, La Laguna, Anaga — può essere nuvoloso e talvolta piovoso, mentre Los Cristianos e Costa Adeje, a sud, restano quasi sempre baciati dal sole. Per chi cerca certezze meteorologiche, la base sud è la scelta più sicura.
Il Carnevale di Santa Cruz, evento dell’anno
Se c’è un periodo in cui Tenerife smette di somigliare alla cartolina e si trasforma in qualcosa di più sfrenato e memorabile, è la fine di febbraio. Il Carnevale di Santa Cruz è secondo per dimensioni soltanto a quello di Rio de Janeiro, attira oltre un milione di partecipanti, e dura circa due settimane tra prove generali, sfilate, concerti notturni e l’elezione della Regina del Carnevale, una cerimonia talmente sentita che le concorrenti indossano costumi di piume e cristalli del peso di decine di chili. La notte clou è il martedì grasso, quando la città si trasforma in una pista da ballo a cielo aperto e l’alba arriva troppo presto per tutti.
Le date variano ogni anno seguendo il calendario liturgico: nel 2026, ad esempio, il martedì grasso cade il 17 febbraio. Chi vuole viverlo da dentro deve prenotare i voli e l’alloggio con largo anticipo, perché i prezzi salgono e la disponibilità cala. Una piccola accortezza: chi vuole il Carnevale ma preferisce dormire lontano dal caos può alloggiare a Puerto de la Cruz o a La Laguna, entrambe collegate a Santa Cruz da treni notturni speciali messi in servizio per l’occasione.
Whale watching: la stagione giusta
I cetacei che vivono nelle acque tra Tenerife e La Gomera si avvistano tutto l’anno, ma l’inverno è la stagione migliore. Le balene pilota dalle pinne corte, residenti stanziali, sono accompagnate in questi mesi dalle balenottere migratorie e talvolta dalle orche. Le barche partono da Los Cristianos o da Puerto Colón, navigano per circa tre ore lungo il canale, e nove uscite su dieci si torna a terra avendo visto qualcosa di significativo. La zona è stata dichiarata Whale Heritage Site dalla World Cetacean Alliance — il primo riconoscimento di questo tipo in Europa — e gli operatori certificati seguono protocolli di avvicinamento rigorosi che rendono l’esperienza accettabile anche per chi è sensibile all’impatto del turismo sulla fauna.
Un consiglio pratico: scegliete una barca piccola, possibilmente a vela e da non più di venti persone. Le navi grandi da centocinquanta turisti riducono l’esperienza a un avvistamento da lontano, mentre dalla barca a vela si sentono le balene respirare.
Il Teide imbiancato e i sentieri d’inverno
Una delle visioni più sorprendenti che Tenerife offre tra dicembre e febbraio è il Teide coperto di neve. Il vulcano supera i tremilasettecento metri, e qualche volta all’anno una nevicata copre la sommità mentre giù in costa la gente prende il sole in costume. Le foto in cui le palme del nord inquadrano la cima innevata sono uno dei cliché iconografici dell’isola, e funzionano perché sono vere. Quando succede, l’accesso al cratere viene talvolta chiuso per qualche giorno e i sentieri d’alta quota si rendono impraticabili, ma il parco nazionale resta visitabile dalle quote inferiori.
Per il resto, l’inverno è di gran lunga la stagione migliore per camminare a Tenerife. D’estate il caldo nei sentieri esposti — Masca, il massiccio del Teno, il Roque del Conde — diventa proibitivo, mentre tra dicembre e marzo le condizioni sono ideali: aria fresca, cielo limpido, vegetazione verde. La foresta di Anaga, una delle ultime laurisilve atlantiche al mondo, è particolarmente magica in questi mesi, quando la nebbia che filtra tra gli allori vecchi di secoli crea atmosfere che ricordano più la Scozia che l’Africa.
Il mandorlo in fiore di Santiago del Teide
A fine gennaio e per tutto febbraio, i pendii intorno al villaggio di Santiago del Teide si coprono di una nevicata di petali bianchi e rosa. Sono i mandorli che fioriscono, migliaia di alberi piantati su terrazzamenti vulcanici, e il fenomeno è talmente caratteristico che il comune organizza ogni anno una serie di eventi chiamati Almendros en Flor — escursioni guidate, laboratori gastronomici, degustazioni di dolci tradizionali a base di mandorle. È una Tenerife rurale, agricola, che ai turisti dei resort del sud sfugge quasi sempre, ed è uno dei migliori motivi per noleggiare un’auto e salire verso l’interno.
Cosa mettere in valigia e quando andare
In valigia, dimenticate i bermuda e i piumini insieme. Servono pantaloni leggeri, magliette a maniche corte e lunghe, una felpa per le sere, una giacca antivento per le quote alte e per la pioggia leggera del nord, scarpe da trekking se programmate sentieri seri. Il costume da bagno serve, ma più per la piscina dell’hotel che per l’Atlantico.
Quanto alle date, il periodo migliore in termini di rapporto qualità-prezzo è la prima quindicina di febbraio, prima dell’inizio del Carnevale, e la prima metà di marzo. Il Carnevale stesso vale il sovrapprezzo per chi ama le grandi feste popolari. Le festività natalizie, dal 23 dicembre al 6 gennaio, sono il picco assoluto della stagione invernale, con prezzi paragonabili a quelli di agosto. Chi vuole risparmiare scelga la seconda metà di gennaio: temperature identiche al resto dell’inverno, tariffe più contenute, e nessuna folla.



