Domenica 10 aprile arriva a Cremona l’Onda Generatrice

Domenica 10 aprile arriva a Cremona l’Onda Generatrice

C’è qualcosa di stranamente poetico nell’idea di portare un’onda in una città che non ha il mare.

Eppure domenica 10 aprile, in piazza del Comune a Cremona, è successo esattamente questo. Non un’onda di acqua, ovviamente — quella avrebbe creato problemi logistici considerevoli, oltre che qualche malumore tra i passanti — ma qualcosa di molto più interessante: un’onda di giunco, foglie di palma e umanità intrecciata.

Si chiama Onda Rigeneratrice, ed è una di quelle cose che, sentendole descrivere, si fatica a immaginare. Poi la si vede, e si capisce subito perché qualcuno ci ha dedicato tempo, energie e buona volontà.

Undici metri di risposta al mondo

L’opera è grande. Undici metri di lunghezza, quasi due metri e mezzo di altezza, quattro moduli assemblati insieme. È realizzata in giunco piegato e modellato a caldo, con un telaio che viene progressivamente ricoperto di foglie di palma intrecciate a mano. Non da macchine, non da professionisti del settore — da giovani. Italiani e stranieri, fianco a fianco, che imparano gli uni dagli altri il gesto lento e preciso della tessitura.

L’ideatore è Adriano Rossoni, artista e professore all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, che ha avuto un’idea tanto semplice quanto difficile da realizzare: prendere l’immagine dell’onda — quella dei migranti, quella che i telegiornali usano spesso come metafora di qualcosa che sovrasta — e trasformarla in qualcosa di costruttivo. Letteralmente.

La tecnica dell’intreccio viene dall’Africa. La struttura porta in sé una sintesi: creatività occidentale e africana che si incontrano in un oggetto che non appartiene né all’una né all’altra, ma a entrambe.

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Una storia che comincia a Brescia

Il progetto non è nato a Cremona, e non finirà qui. Onda Rigeneratrice è itinerante — una di quelle opere che si costruiscono camminando, nel senso più letterale del termine.

La tessitura è cominciata a Brescia. Poi è arrivata in piazza del Comune, dove nel pomeriggio di domenica — dalle 15 alle 19 — chiunque si trovasse a passare ha potuto fermarsi, guardare, e magari mettere le mani nell’intreccio. Perché la partecipazione del pubblico era prevista, anzi incoraggiata. Non è un’opera da ammirare a distanza prudente: è un’opera da abitare.

Da Cremona, il viaggio continua. A Lodi in maggio, a Bergamo in giugno. Ogni tappa porta nuovi giovani, nuove nazionalità, nuove mani. L’onda cresce.

Il cortile, la musica e le foglie di palma

Alla tessitura sovrintendono Adriano Rossoni insieme a Papa Faye, Babacar Mbengue e Ibrahim Mbaye, con il supporto degli studenti dell’Accademia Santa Giulia. Non è una divisione dei ruoli particolarmente rigida, a giudicare dall’atmosfera che si respira attorno all’opera: è più simile a una conversazione lunga, fatta di gesti invece che di parole.

Nel frattempo, Pietro Spoto ha curato la direzione artistica e musicale, con una performance sonora pensata anch’essa come intreccio — stavolta tra culture musicali diverse. I performer Mila Trani, Serena Ferrara, Papa Faye e Babacar Mbengue, il mixer Andrea Terrani, e la fotografia di Stefano Arduini a fissare tutto nella memoria.

Tra le 19 e le 20, l’onda è stata spostata nel cortile Federico II di Palazzo Comunale, dove è rimasta esposta fino a sabato 16 aprile. Un posto non male per un’opera del genere — un cortile medievale che accoglie qualcosa fatto di palma africana e mani di ventenni di sei nazionalità diverse. La storia ha il senso dell’umorismo, a volte.

Chi c’è dietro tutto questo

A promuovere l’iniziativa sono l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia e la Caritas di Cremona, con il patrocinio del Comune di Cremona e il sostegno di una rete di realtà locali: CISVOL, Forum del Terzo Settore, Tavola della Pace, Amnesty International Gruppo 288, Cooperativa Solidarietà Sunugal e il progetto Nutrire la Pace Nutrire il Pianeta.

L’assessore comunale Rosita Viola, alla presentazione in Casa dell’Accoglienza, ha detto una cosa che vale la pena di riportare: esiste un’umanità che respinge, ha osservato, un’umanità che distrugge — e ha citato Palmira, non a caso. Ma esiste anche un’umanità che accoglie. Onda Rigeneratrice appartiene a quest’ultima categoria.

E dopo?

Rossoni ha un sogno per questa opera. Vorrebbe che, terminate le tappe lombarde, trovasse una collocazione permanente in una fondazione d’arte. Oppure sul lago di Garda, in occasione di un festival di poesia. E se anche questo non fosse possibile, il giunco e le foglie di palma potrebbero essere smontati e riutilizzati per nuove performance.

Un’onda, insomma, che non si ferma. Il che, a pensarci bene, è esattamente il punto. Una metafora perfetta per una comunità in continuo movimento, capace di intrecciare solidarietà e nuove visioni per affrontare compatta le sfide poste da Cremona 4.0 e dall’innovazione del territorio.

Studentessa di Economia e Commercio di 25 anni, di base a Cremona, unisco una solida preparazione teorica a una forte propensione per l'analisi dei dati e l'innovazione dei processi aziendali. Il mio percorso accademico mi ha permesso di sviluppare una visione analitica e strategica, orientata alla risoluzione di problemi complessi in contesti di mercato in continua evoluzione. Sono determinata a trasformare la complessità dei numeri in opportunità di crescita concrete. Ricerco costantemente sfide che mi permettano di applicare modelli economici d'avanguardia per guidare il cambiamento e l'efficienza organizzativa.