I Buoni di Cà del Ferro: la filiera sociale che unisce campi, carcere e comunità a Cremona

I Buoni di Cà del Ferro: la filiera sociale che unisce campi, carcere e comunità a Cremona

C’è un progetto alle porte di Cremona che ha costruito qualcosa di raro: una filiera produttiva in cui ogni anello è tenuto insieme non dalla logica del profitto, ma da quella del reinserimento sociale. Si chiama Rigenera, fa capo alla Cooperativa Nazareth, e collega in modo concreto tre mondi che raramente si parlano — l’agricoltura biologica, il sistema dell’accoglienza dei migranti e il carcere — in una catena che parte dai campi di Persico Dosimo e arriva sugli scaffali, passando per le cucine della Casa Circondariale di Cà del Ferro.

Il laboratorio di trasformazione agroalimentare “I Buoni di Cà del Ferro” è stato inaugurato il 9 novembre 2016 all’interno della casa circondariale di Cremona, dove i detenuti-chef trasformano in conserve e salse gli ortaggi biologici coltivati da disabili psichici e migranti. Non è un progetto assistenziale, né una buona azione episodica: è una filiera economica vera, con certificazioni, fornitori, canali di vendita e — elemento non banale — con la capacità di stare sul mercato.

Una storia che comincia dalla terra

La Cooperativa Nazareth si occupa dal 2001 di servizi educativi per minori e famiglie, con particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati. Nel 2013, per accompagnare con maggiore efficacia le persone con fragilità verso l’autonomia, si è trasformata in cooperativa sociale mista, dando vita a Rigenera, progetto di agricoltura sociale biologica.

Nel 2014 è partita l’attività di produzione agricola su un appezzamento di 3,5 ettari a Persico Dosimo, sviluppando fin da subito una rete commerciale attraverso mercatini agricoli e un punto vendita. La scelta del biologico non è solo etica: è anche strategica, perché permette di posizionare i prodotti su una fascia di mercato disposta a riconoscerne il valore, compreso quello sociale.

L’azienda agricola è frequentata da gruppi di migranti accompagnati dagli operatori per attività di avvicinamento al lavoro, apprendimento della lingua e delle regole della buona occupazione, esperienze protette che permettono alla cooperativa di individuare le persone da coinvolgere in percorsi più impegnativi. È un modello pedagogico che parte dalla pratica: la terra come aula, il lavoro come lingua comune.

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La cucina inutilizzata che ha aperto un capitolo inaspettato

Il coinvolgimento del carcere non era previsto nell’idea originaria del progetto. È successo nel 2015, quando la direttrice della Casa Circondariale di Cremona avviò un confronto con le realtà del terzo settore cremonesi per capire come dar vita ad attività di lavoro intramurario. Fu in quel momento che venne scoperta una cucina inutilizzata all’interno del carcere, e da lì si aprì un capitolo che la cooperativa non pensava di scrivere.

Nel 2016 gli ortaggi prodotti da Rigenera ottengono la certificazione biologica e ambientale, e nello stesso anno viene realizzato, in stretta sinergia con la Casa Circondariale, il laboratorio di trasformazione agroalimentare all’interno del carcere, denominato “I Buoni di Cà del Ferro”. Cinque detenuti vengono impiegati stabilmente, guidati da chef professionisti, in un percorso che comprende formazione obbligatoria — sicurezza, HACCP, primo soccorso — e poi manipolazione degli alimenti e tecnologie alimentari.

Una filiera che funziona davvero

Grazie al lavoro dei Buoni di Cà del Ferro, Nazareth può immettere i suoi prodotti agricoli su un mercato più ampio rispetto a quello del fresco, che comprende anche la rete FREEDHOME, rete di economia carceraria con contatti in tutta Italia e possibilità di vendere i propri prodotti in store dedicati. La filiera non è un esercizio simbolico: produce reddito, paga le tasse, acquista materie prime da fornitori locali e contribuisce concretamente all’economia del territorio.

Dal 2016 a Cremona sono stati formati cinquanta detenuti, di cui più della metà hanno trovato impiego nella Cooperativa Nazareth o nelle attività lavorative proposte dall’amministrazione penitenziaria. Quattro di loro hanno ottenuto affidamenti esterni grazie al buon comportamento e all’impegno nel laboratorio, anticipando la scarcerazione; due hanno concluso la pena con un contratto a tempo indeterminato. Numeri piccoli in valore assoluto, ma significativi se rapportati alla dimensione del progetto e al contesto in cui operano.

Il debutto pubblico al BonTà di CremonaFiere

Domenica 13 novembre 2016 il progetto è stato presentato a CremonaFiere alle 14.30, nell’ambito della tredicesima edizione de il BonTà, il Salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali. Ilbonta Una scelta di palcoscenico non casuale: portare una filiera sociale a km 0 in un salone dedicato alle eccellenze enogastronomiche significa affermare che la qualità del cibo e la qualità del tessuto sociale di un territorio sono la stessa cosa, guardata da angolazioni diverse.

Cooperativa Nazareth è tra i soci fondatori della Cooperativa Sociale Filiera Corta Solidale, che riunisce realtà del territorio cremonese impegnate nella produzione biologica e sociale. Il progetto Rigenera non è quindi un’isola, ma un nodo di una rete più ampia che sta costruendo, pezzo per pezzo, un modello alternativo di economia locale — uno in cui i margini più fragili della società non sono il problema da gestire, ma la risorsa da valorizzare.

Un modello di economia circolare e solidale che restituisce valore alle persone e che rappresenta uno dei pilastri del nuovo ecosistema agroalimentare, perfettamente in linea con le sfide dell’agricoltura innovativa a Cremona.

Studentessa di Economia e Commercio di 25 anni, di base a Cremona, unisco una solida preparazione teorica a una forte propensione per l'analisi dei dati e l'innovazione dei processi aziendali. Il mio percorso accademico mi ha permesso di sviluppare una visione analitica e strategica, orientata alla risoluzione di problemi complessi in contesti di mercato in continua evoluzione. Sono determinata a trasformare la complessità dei numeri in opportunità di crescita concrete. Ricerco costantemente sfide che mi permettano di applicare modelli economici d'avanguardia per guidare il cambiamento e l'efficienza organizzativa.