Questo articolo è tratto da www.viverecremona.it.
Imparate da me!
Il messaggio del vescovo di Cremona per l'anno oratoriano 2012/2013
Cremona - "Imparate da me! In oratorio e da giovani, alla scuola del Signore Gesù”, questo il titolo del messaggio del vescovo di Cremona, mons. Dante Lafranconi, per l’anno oratoriano 2012/2013.
Il testo, indirizzato a sacerdoti, religiosi ed educatori, è composto da tre capitoli, centrando l’attenzione anzitutto sulla scuola, ambito educativo a cui saranno dedicati i prossimi due anni pastorali. Sotto la lente quindi l’accoglienza di adolescenti e giovani e la necessità di una più convinta pastorale vocazionale. Infine una riflessione sulla presenza e il ruolo degli adulti in oratorio.
Nel primo capitolo il Vescovo chiede agli oratori di impegnarsi nel cammino pastorale dei prossimi due anni dedicati al mondo della scuola. Una richiesta che arriva anzitutto dai ragazzi che «non vivono a compartimenti stagni, ma hanno bisogno di imparare che la vita è unitaria e che i diversi contributi educativi sono servizio al loro presente e al loro futuro». Concretamente agli oratori è chiesto di promuovere momenti di formazione, dialogo e collaborazione con le famiglie, le scuole, gli insegnanti per il bene dei ragazzi. «Pensate – scrive mons. Lafranconi – alla forza di occasioni di sostegno post-scolastico negli oratori, che a volte soffrono una ferialità diradata; alla qualità di "tavoli" in cui insegnanti ben disposti, sacerdoti ed educatori si confrontano su fenomeni che interessano il territorio, per il bene di tutti; a momenti di formazione condivisa per insegnanti, educatori e genitori». E infine l’invito ad altre iniziative frutto di una «fantasia incarnata» e a un confronto serio sulle «linee pastorali» da studiare e da approfondire insieme. Non manca, in conclusione, l’auspicio di una collaborazione tra oratori e parrocchie vicine, così che la «pastorale integrata sia vera, desiderata e vissuta!».
Nel capitolo successivo il Vescovo richiama alcune priorità che già negli anni scorsi sono state al centro dell’attenzione, ma che occorre riprendere con entusiasmo e intelligenza. In modo particolare mons. Lafranconi si sofferma sull’accoglienza, la formazione e il coinvolgimento dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani. Per questi ultimi soprattutto «è necessario lavorare con fantasia e coraggio, proponendo percorsi e momenti culturali e vocazionali, ma soprattutto tenendo i contatti e accompagnando le persone». Da rilanciare con forza è la pastorale vocazionale: «possiamo e dobbiamo soprattutto oggi parlare ai giovani e con i giovani del loro futuro e della risposta che anche a loro è richiesta dinanzi alla vita. Pensiamo al Seminario e al futuro delle vocazioni al ministero, ma pensiamo anche al matrimonio e alla famiglia cristiana e alla capacità dei giovani di dire di "sì" ai respiri grandi della vita». Per fare ciò bisogna non dare per «superati certi discorsi, relegandoli nel privato di coscienze mezze assopite». Per il Vescovo non è più il tempo di «trasmettere ai giovani delle cose, ma desideri di grande respiro».
L’ultimo capitolo è dedicato agli adulti. L’imminente “Anno della Fede” potrà essere l’occasione per sacerdoti, genitori, educatori e volontari per «riscoprire le grandi ragioni della fede e trovare progetti e cammini adeguati da proporre e far sperimentare ai più giovani». La credibilità di una comunità cristiana, infatti, non si basa su grandi strutture o calendari straripanti, ma sulla convinzione degli adulti di «essere loro per primi discepoli del Signore Gesù», nella consavolezza che «il Vangelo non è una bacchetta magica che ci estrania dal mondo, ma un forza viva e profonda che ci fa appassionare all’umanità, proprio in quanto ci appassiona all’amore di Dio». «Riscopriamoci tutti discepoli del Signore - conclude mons. Lafranconi - e rimettiamoci ancora una volta, nel bel mezzo dei tanti servizi educativi, alla sua scuola. Sarà un’esperienza contagiosa, che porterà frutti abbondanti».
Proprio a partire dal documento episcopale l’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile, diretto da don Paolo Arienti, ha indicato cinque ambiti di lavoro per sacerdoti ed educatori.
Data di creazione: 27/07/2012