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Oggi è venerdì 24 maggio 2013 - Sono le 13:30

Questo articolo è tratto da www.viverecremona.it.

Il sapore della verità

Mons. Ruini ha parlato del suo libro all'associazione Concordia

Mons.Ruini, associazione Concordia Pieve San Giacomo - Una serata all’Associazione Concordia di Pieve San Giacomo non è mai tempo perso, c’è sempre qualcosa di nuovo da conoscere e così è stato anche in occasione della presentazione del libro “Il sapore della verità” scritto da Mons. Rini e che il Presidente Pellegri ha salutato con piacere ricordando gli impegni di un tempo per gli oratori. Il libro parla di un fatto avvenuto realmente nel nostro territorio nel 1971 e nel quale è coinvolto un vicario che viene accusato di pedofilia.

La Professoressa Maramotti, in sintesi, nella sua presentazione definisce il romanzo dotato di una sua struttura e armonia, è suddiviso in 10 capitoli, nei primi cinque si racconta il dramma con le sofferenze e il dolore di questo sacerdote, al quale viene dato il nome fittizio di Don Carlo, mentre nei successivi cinque si parla della rinascita attraverso un difficile percorso che in qualche modo può ritrovarsi nella crocifissione e risurrezione di Cristo.

Un lavoro nel quale si può affermare che il tema d’attualità non è tanto la pedofilia quanto il passaggio dall’accanimento al percorso del riconoscimento della vita e del suo valore. La professoressa fa anche una sintesi dei personaggi interpreti, partendo dalle figure del Vicario e del suo superiore che rispondono benissimo ai loro ruoli attraverso una continuità dei valori, ad un Vescovo che pur nella sua autorità riesce a trattare come pastore questo giovane sacerdote, l’insegnante di religione espressione di valori autentici, al bambino istigatore che riesce a imporre al compagno più debole di fare l’accusa e alla madre del primo che lo aiuta a confessare e a scusarsi.

Oltre che autore del libro - dice Monsignor Rini sono stato anche testimone del fatto, inquadrato nella nostra realtà padana, nei confronti di un giovane prete, che gestiva un Oratorio in modo esemplare, alla notizia del fatto rimasi sconcertato ma sinceramente non ho mai creduto alla sua colpevolezza e certamente ha dimostrato le sue qualità trovando la forza di reagire alla grave offesa”.

Concorda sul fatto di non ritenere la pedofilia il tema centrale, che a quell’epoca era pressoché sconosciuta, ma riconoscere come tema centrale la vita del prete che nello svolgimento delle sue funzioni è sempre più soggetto al rischio, di fronte a genitori che ad ogni costo difendono i loro figli abbandonando a sé stesso anche quel prete che, magari, hanno difeso e vantato fino ad un attimo prima. Su questi comportamenti si è allargato il dibattito al quale ha partecipato anche il Parroco locale, arrivato nel frattempo. Si evidenzia una mancanza di valori e di punti di riferimento, un eccessivo buonismo e dobbiamo anche ammettere che siamo in molti ad avere responsabilità, girandoci troppo spesso dall’altra parte di fronte a comportamenti scorretti.
Data di creazione: 30/04/2012

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