Questo articolo è tratto da www.viverecremona.it.
Memoria, ponte fra le generazioni
Dal 16 giugno online il portale Memorieincammino; presentazione a Gattatico
Memorie in camminoè stato presentato sabato 16 giugno al Museo Cervi di Gattatico, in provincia di Reggio Emilia. Il portale è attivo e l'implementazione di testi e documenti è un continuo divenire.
Lascia gli ormeggi, per vivere di vita propria e condivisa, uno dei progetti più entusiasmanti di questi anni per Cassa Padana e la redazione di Popolis: la costruzione di un percorso su internet per raccogliere le memorie di uno dei periodi più duri della storia d'Italia.
Dal fascismo alla seconda guerra mondiale, dalla Resistenza alla Liberazione. Attraverso documenti, immagini, video, interviste-incontri con i protagonisti di quegli anni. Su e giù per l'Italia. Seguendo un itinerario scandito dalla presenza dei soci dell'Istituto Cervi.
Incontro con Moni Ovadia, testimonial del progetto:
Memorie in Cammino ha incontrato all’inizio del “cammino” un testimonial d’eccezione: Moni Ovadia che per il suo essere straordinario interprete della vita è memoria vivente.
Lo è come ricercatore, cantante, interprete di musica etnica e popolare, regista, attore. Ma soprattutto lo è per il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante. Quell'immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui Moni Ovadia si fa memoria per il futuro.
Abbiamo incontrato Moni Ovadia nella sua casa milanese. Sono limpidi i punti cardine di Memorie in Cammino per Moni Ovadia. “A cominciare”, ci dice, “dal valore “sacrale” della Resistenza, non sottoposto a compravendite del mercatino della politica, ma nuovo patto con l’umanità”.
“Raccogliere testimonianza, dati, conoscenze per creare un grande archivio è un lavoro importante, ma non può sostituire la memoria dell’uomo e delle donne con il loro bagaglio di emotività. Per questo la memoria deve divenire un progetto che si rivolge al futuro in cui orrore, ingiustizia, violenza non abbiano più spazio. C’è un solo modo: creare a monte la capacità di costruire memoria in ogni essere umano, con i nuovi mezzi, ma soprattutto con la comunicazione costante e continua delle emozioni legate alla memoria. E’ l’azione più grande che possiamo fare per coloro che hanno dato la vita per gli ideali di giustizia, libertà”.
L’urgenza della memoria, aggiunge, deve diventare carne, fibra e sangue della nostra esistenza. Deve crescere e fruttificare: “E' questo il gande compito della nostra epoca: fare ponte fra emozione umana e archivio della memoria. Per amore delle generazioni future.
Perché senza memoria non siamo niente, siamo asserviti e subordinati agli altri, questo vale per un individuo, una comunità, l’Europa, il Mondo e per tutta l’umanità. La memoria ci serve per navigare nell’oggi e nel domani, a decidere chi siamo e ciò che vogliamo essere. Ma dobbiamo decidere perché abbiamo due memorie: la memoria dell’antifascismo e la memoria del fascismo”.
E' vero: quando si parla di riconciliazione bisogna distinguere. Gli esseri umani si possono e si devono riconciliare, sarebbero guai se così non fosse, ma le memorie sono irriconciliabili. “Le due memorie non si possono riconciliare. Dobbiamo scegliere”.
Ne è convinto Moni Ovadia che aggiunge: “Se libertà e democrazia sono nel nostro essere, è la memoria dell’antifascismo che dobbiamo scegliere. Se crediamo in una società dove è il leader a decidere le sorti degli altri, dove la libertà è considerata uno scempio, dove gli uomini sono considerati massa bue, allora è la memoria del fascismo che dobbiamo scegliere. E’ un lungo cammino che il nostro tempo ci impone di percorrere contro la falsa coscienza”.
La nostra chiacchierata torna alle future generazioni. Perché creare un ponte della memoria è la ragione fondante su cui è nata “Casa Cervi”. Quella di Alcide Cervi è una famiglia che si è messa in gioco. Che ha dato la propria vita perché noi potessimo essere liberi.
“Ma basta interrompere di una sola generazione questo impegno e la benedizione si trasforma in maledizione. Può ripetersi allora la catastrofe delle catastrofi. Questo dimostra quanto sia pulsante il sacrificio dei sette fratelli. Papà Cervi lo sapeva bene. Se si fosse concentrato sul lutto dei figli e non avesse capito che educare i nipoti era il miglior modo per onorare il sacrificio dei figli, forse i pronipoti non “sarebbero” stati dalla parte di chi coltiva la memoria della giustizia e della libertà”.
Per Moni Ovadia le nuove tecnologie ci servono proprio per trasmettere ai giovani il rispetto dell’essere umano e il rifiuto della violenza a qualsiasi titolo essa venga commessa.
Memorie in Cammino deve trovare la strada per trasmettere i sentimenti, le emozioni e i valori profondi dell’umanità che stanno nell’intimo dell’uomo e che non possono essere surrogati dal cuore delle nuove tecnologie. Moni Ovadia si fa interprete di tutto questo ogni giorno, dal palcoscenico del teatro al palcoscenico della vita.
Data di creazione: 08/06/2012 - Ultima variazione: 23/07/2012